Scoperto un possibile enzima mangia-plastica

Uno dei problemi più grandi del pianeta potrebbe essere risolto grazie a questo enzima scoperto per caso negli USA.

Una proteina in grado di “mangiare” la plastica viene scoperta durante l’analisi della struttura molecolare di un enzima che digerisse la PET (Polietilene tereftalato), comunemente usato per le bottiglie. Alcuni ricercatori statunitensi infatti, l’hanno inavvertitamente modificata scoprendo così che la versione artificiale della proteina era molto più efficiente di quella naturale.

Un gruppo di scienziati dell’Università di Portsmouth e del Laboratorio nazionale per l’Energia rinnovabile del Dipartimento per l’energia statunitense ha così dato una possibilità di risolvere uno dei più grandi problemi ambientali del mondo: l’inquinamento degli oceani.
Per studiarne la struttura, i ricercatori hanno collaborato con il Diamond Light Source del Regno Unito, un super-microscopio con un fascio di raggi X 10 miliardi di volte più luminoso del sole.

Un caso simile da una ricercatrice italiana

Una scoperta simile è avvenuta l’anno scorso grazie a una ricercatrice italiana, Federica Bertocchini, che, dopo aver messo alcuni vermi in una busta, aveva scoperto che gli animali avevano creato dei buchi nella plastica proprio perché l’avevano mangiata. Come la scoperta negli Stati Uniti, anche quella italiana è giunta per caso.

 

Un problema (enorme) da risolvere. Facciamo del nostro in 9 passi

La popolarità della plastica è cresciuta negli anni Sessanta e pochissimi avrebbero potuto prevedere che ci saremmo ritrovati sommersi da “isole di plastica galleggianti nell’oceano”, come afferma John McGeehan dell’Università di Portsmouth.

Bisogna usare tutte le tecnologie a disposizione per risolvere il problema“.

Anche noi, nel nostro piccolo, possiamo porre rimedio e salvare la Terra in semplici dieci azioni.

1. Ricicla correttamente le bottiglie di plastica

Una bottiglia di plastica impiega 450 anni per degradarsi, e durante questo lasso di tempo, i danni ambientali sono incalcolabili. Il tasso globale del riciclo della plastica è solo del 25% e il resto dei rifiuti finisce negli oceani, i quali sono fondamentali per la vita sulla Terra.

 

2. Non gettare i mozziconi di sigaretta a terra, usa gli appositi contenitori

Ogni anno nel mondo vengono disperse 4,5 tonnellate di sigaretta. Un numero massacrante per gli oceani e le spiagge, destinazione di gran parte di questi rifiuti. I composti chimici dei filtri delle sigarette infatti sono letali per la fauna marina e di acqua dolce.

3. Sii consapevole della tua dieta

Verifica sempre se il pesce acquistato sia stato catturato e allevato in maniera sostenibile per l’ambiente, dato che alcune pratiche di pesca non sono sempre legali e sono sempre più insostenibili.
Controlla sempre dove è possibile trovare ristoranti e supermercati vicini che vendano prodotti eco-sostenibili.

4. Evita l’uso di stoviglie di plastica

Le tazze, i bicchieri, le posate e i piatti monouso sono la principale causa della morte di metà delle tartarughe marine che rimangono soffocate ingerendo rifiuti fatti di plastica.

 

5. Meno Co2!

Sì al trasporto pubblico, alle camminate e alla bicicletta. L’oceano assorbe il 25% delle emissioni di Co2, rendendo  l’acqua marina più acida e perciò dannosa per molte specie marine. Se è una bella giornata di sole, spostati a piedi o in bicicletta, ne risentirà anche la tua salute.

6. Diventa un consumatore informato

Gli oceani possono essere salvati anche diventando consumatori consapevoli. Sapendo per esempio che le microplastiche dei dentifrici, dei prodotti per il corpo o dei vestiti finiscono in mare attraverso le acque reflue. Ad oggi si stima che ci siano circa 51 trilioni di particelle di microplastica negli oceani. Un pericolo non solo per la fauna marina che le può ingerire, ma anche per chi mangia prodotti a base di pesce.

7. Operazione Spiagge Pulite

Soprattutto nei mesi estivi, le spiagge italiane (e non solo) sono piene di turisti e bagnanti che sotto il sole caldo si godono le vacanze. A causa di questo però, molte spiagge che abitano le nostre coste pullulano di bottiglie, plastica e mozziconi di sigarette; alcuni di questi rifiuti sono sotterrati nella sabbia da molto più tempo di quanto pensiate! Difendiamo le nostre spiagge con l’Operazione Spiagge Pulite: armatevi di guanti protettivi e di sacchi dell’immondizia (e di molti amici), e setacciate la spiaggia più vicina per renderla più pulita.
Ci sono molti gruppi in Italia che organizzano questi incontri.

8. Evitare prodotti di plastica

Quando andate a fare la spesa, portatevi sempre le buste dove mettere ciò che comprate. Non solo risparmierete, ma farete in modo che venga utilizzata meno plastica.
Per l’acquisto dei prodotti, invece, preferite i contenitori in carta o vetro, più facili da smaltire. Inoltre molti Paesi, tra cui l’Italia, preferiscono le buste biodegradabili a quelle di plastica.

9. Supportare un’organizzazione per la difesa dell’ambiente

E se riuscite, collaborate con essa e coinvolgete più amici possibili. Ce ne sono molte nel mondo, ecco qui una lista.

FONTI

Pnas

Sky TG24

Ocean Action Hub

IMMAGINI

Pixabay

 

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