Dopo 9 anni dal terremoto, L’Aquila rimane ancora un cantiere

6 Aprile 2009 – 6 Aprile 2018

Nove anni fa, un terremoto di 5.8 gradi della scala Richter svegliò nel cuore della notte gli abitanti di L’Aquila, radendo al suolo centinaia di edifici, tra case, palazzi storici e ospedali.
Il bilancio fu devastante: 309 anime andarono perse, quella notte, e i feriti furono 1600; vennero immediatamente sfollate 70mila persone, di cui 13mila studenti universitari fuori sede. Uno dei simboli di questa tragedia fu proprio la Casa dello Studente, residenza universitaria dell’ateneo abruzzese. Un edificio nuovo, costruito da poco. Eppure furono 8 persone a perdere la vita. Numerose furono le denunce poiché l’abitazione non aveva la scala antincendio e nessuna uscita di sicurezza, ma i ragazzi veniva sempre rassicurati: “Non preoccupatevi, è antisismica”.
I danni al patrimonio storico e artistico furono innumerevoli, a partire dalle più importanti basiliche fino ad alcuni palazzi storici nel centro.
Lo sciame sismico era cominciato nel dicembre 2008 e continuò anche dopo il 6 aprile: l’INGV confermò la fine delle scosse, più di 19.800, nell’aprile del 2012.

Il capoluogo abruzzese ricorda le 309 vittime

309 rintocchi di campana dalla chiesa di Santa Maria del Suffragio. Un rintocco per ogni singola vittima.
E una fiaccolata, per rendere acceso il ricordo di ogni persona morta sotto le macerie.
Dopo 9 anni, L’Aquila continua a soffrire e il 16 aprile ci sarà una mobilitazione, annunciata dal sindaco Biondi, in cui sarà prevista una manifestazione.

Il 16 aprile sarà mobilitazione. L’Aquila farà sentire in maniera forte e decisa la propria voce contro un provvedimento intollerabile e ingiusto come quello con cui si chiede alle aziende della città e del cratere di restituire le tasse e i tributi sospesi dopo il terremoto del 2009. Si tratta di un colpo durissimo che riguarda tutti: imprese, lavoratori, famiglie. Avanti L’Aquila: uniti vinceremo anche questa battaglia. (P. Biondi, Sindaco di L’Aquila)

 
Nonostante sia passato quasi un decennio, L’Aquila rimane ancora un cantiere a cielo aperto

I lavori procedono, ma per la completa ricostruzione delle case ci vorrà ancora un po’.
Come dimostrano i dati dell’USRA, 597 sono i cantieri aperti, 48 in allestimento, 1.691 cantieri non sono allestiti e 35 sono sospesi. Ma (fortunatamente) più di 8.000 sono conclusi.
Sono stati richiesti più di 8 miliardi e 350mila euro per 24.768 pratiche istruite per la ricostruzione privata e nello scorso 31 marzo ne sono stati concessi circa 5 miliardi. Rimangono ancora 1.862 dossier da istruire, con un importo richiesto di 2.3 miliardi di euro.
La ricostruzione pubblica invece ha richiesto un importo di più di 2 miliardi e la somma erogata è poco più di 1.3 miliardi.

FONTI

Ursa

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