Le Furie Rosse stendono Guardiola: Liverpool 3-0 City

Stessa storia, stesso stadio, stesso risultato

In queste due notti di Champions povere di sorprese, è il Liverpool l’outsider che ribalta i pronostici dei bookmakers. La banda di Anfield, guidata dal tedesco Klopp, ha steso per tre reti a zero il Manchester City. La compagine allenata da Pep Guardiola, ormai neo campione d’Inghilterra, incappa per la seconda volta in stagione nella trappola organizzata dal tedesco. Un metodo di gioco funzionale, avvolgente, studiato appositamente per far ritorcere contro a Guardiola il suo stesso tiki taka. Già a gennaio questo copione aveva portato alla spettacolare vittoria per 4-3 dei Reds, ma questo risultato, arrivato in una notte di Champions, vale molto di più.

Il gioco di Guardiola, infatti, prevede per i suoi undici galoppate interminabili da una parte all’altra del campo, con ritmi altissimi e sconfinati spazi alle spalle del centrocampo. Un regalo confezionato apposta per Momo Salah, ex Roma e Faraone incontrastato delle furie rosse. L’ala egiziana si esalta in queste situazioni di gioco, e lo ha ribadito anche ieri sera siglando un gol e l’assist per il k.o. definitivo. Nonostante gli spropositati esborsi economici per acquistare due terzini di livello, Walker e Laporte vengono infilati più volte dalle ali rosse. De Bruyne, il talento più cristallino del City, assieme a Silva e Gundogan vengono completamente sottomessi dall’intensità del gioco avversario. I rifornimenti alle due punte sono incostanti e imprecisi e i difensori non all’altezza della loro fama.
Una concatenazione di errori, che hanno permesso al Liverpool di annichilire gli avversari in appena trenta minuti.

La Furia Rossa si abbatte sul Tiki Taka

La partita inizia con un assalto arrembante del Manchester City, ma nonostante questo è il Liverpool a colpire per primo. Salah scarica per Firmino, il brasiliano salta secco il proprio marcatore per poi battere a rete. Ederson si fa trovare pronto, ma sulla ribattuta il più veloce è l’attaccante brasiliano che appoggia per il proprio compagno di reparto. A quel punto, Salah non deve fare altro che appoggiare in rete il trentottesimo sigillo stagionale.
In tutto questo, è stata data per dispersa la difesa del City, i cui tempi di reazione lasciano a dir poco a desiderare. Lenti, imprecisi, impacciati ed capaci di farsi sorprendere alle spalle per ben tre volte.
L’apocalisse è iniziata ad Anfield, e porta il numero 11 sulle spalle. Salah, infatti, è incontenibile, e per lunghi tratti del match domina in lungo e in largo la propria fascia di competenza. Al ’14 il City ha una buona palla gol, ma sei minuti dopo è Oxlade-Chamberlain a timbrare il cartellino siglando il 2-0. Una bordata da quasi trenta metri arrivata dopo l’ennesimo pasticcio a centrocampo degli uomini di Pep Guardiola. Una doccia gelata sul City, che non riesce a trovare in alcun modo le armi giuste per ferire i Reds. Dopo il due a zero, il City pare un pugile pronto a crollare al prossimo colpo. Anfield percepisce l’atmosfera e spinge i propri beniamini con una “bolgia” d’altri tempi.
Sulle ali dell’entusiasmo, al minuto numero ’31, il Liverpool chiude definitivamente il match. Salah, sulla fascia destra, mette nuovamente in crisi Laporte. Su un rimpallo, l’ex giallorosso confeziona un’assist in lob che Sanè schiaccia di testa in fondo al sacco.
3-0 e match chiuso già al trentesimo minuto.
Nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, il Liverpool ha più occasioni per rendere ancor più rotondo il risultato, ma la mira dei Reds grazia in maniera generosa la porta difesa da Ederson. Van Dijk, in particolare, a pochi secondi dal duplice fischio, grazia gli uomini di Guardiola.

Un secondo tempo al risparmio

A bilanciare un primo tempo ricco di colpi di scena ci pensa un secondo tempo avaro di gol. In prima battuta, fa notizia la sostituzione di  Salah al minuto ’51, costretto a rientrare negli spogliatoi per una botta che, per fortuna, non desta preoccupazioni. Togliere il proprio uomo chiave durante un match tanto importante può significare soltanto una cosa: avere la partita in pugno.
L’ingresso di Sterling qualche minuto dopo da nuova linfa vitale al match. Il grande ex della partita è un’arma in più a disposizione dell’attacco di Guardiola che confeziona la prima vera occasione del secondo tempo è Gabriel Jesus, ma Karius riesce a risolvere la situazione. Vista l’inerzia del match favorevole agli uomini di Guardiola, Anfield accorre in soccorso dei propri uomini. “You’ll never walk alone”: mai parole furono più veritiere.
Nonostante diversi cambi, Guardiola non riesce a trovare la chiave di volta per riaprire il match in vista del ritorno.
All’Ethiad, il City dovrà compiere una vera e propria impresa per passare il turno. Ma con il mago del calcio in panchina e nella terra delle possibilità, mai dire mai.

Fonti:
Eurosport
MondoNapoli