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NO ALLE PELLICCE, IL FUTURO GREEN DELLA MODA

NO ALLE PELLICCE, IL FUTURO GREEN DELLA MODA

Avete presente la cattivissima Disney Crudelia De Mon? Si? Bene, dimenticatela. Scordatevi poi di quei piccoli cuccioli di Dalmata dal futuro incerto e della famosa pelliccia bianca e nera.

Rinasce un mondo a misura d’animale!

Questo l’ha capito anche il fashion system che, da qualche anno, ha iniziato a vestire degli abiti più eco. Una serie di cambiamenti e di scelte nei tessuti sino ad arrivare alla svolta epocale: BASTA PELLICCE!

Da Stella McCartney a Armani, che già dal 2016 si rende conto di come sia possibile avere capi eleganti e lussuosi abbracciando la concezione del fur free e abolisce totalmente l’uso delle pellicce animali da tutti i suoi prodotti; da Gucci, che definì questi capi fuori moda, a Michael Kors, nello scorso Dicembre 2017, il grido è unanime:

fare dello sviluppo sostenibile un elemento cruciale della loro attività!

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Fonte: www.agenpress.it

L’ultima presa di posizione, a tal proposito, arriva da Donatella Versace che in un’intervista rilasciata al The Economist, ha affermato con decisione: “Pellicce? Ne ho abbastanza. Non voglio uccidere animali per fare moda”.

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Fonte: d.repubblica.it

Una decisione, quella dell’azienda, che è stata accolta con entusiasmo da diverse associazioni animaliste nell’ambito nazionale e internazionale. Non è un mistero infatti che Versace, in passato, abbia ampiamente utilizzato pellicce di visoni e montoni, tanto da essere considerato sinonimo di pelliccia.

Oltre alle griffe già citate, le altre che in questi ultimi tempi hanno assunto un comportamento animal friendly sono Tommy Hilfiger, Calvin Klein e recentemente l’azienda Furla.
Il brand ha dichiarato che questa decisione sarà visibile a partire dalla collezione Cruise 2019. L’amministratore delegato della maison, Alberto Camerlengo, considerata l’importanza crescente del marchio a livello internazionale e l’interesse sempre maggiore dell’azienda per i temi riguardanti l’ambiente e in particolare il mondo animale, ha ritenuto necessario bandire l’uso delle pellicce dalle collezioni future.
D’altronde vecchi e nuovi marchi si trovano davanti un nuovo pubblico sempre più sensibile ed attento alle tematiche ambientali. Anche per questo la decisione di entrare a far parte della Fur Free Alliance.

Anche se lentamente e dopo tante proteste, le grandi griffe sembrano iniziare ad adeguarsi alle richieste sempre più insistenti di un mondo che necessità di scelte sempre più eco sostenibili, con la speranza che questo sia solo l’inizio di un cammino che abbracci un lusso senza sofferenza e un futuro più green.

 

Federica Siddi

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