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Ronf ronf: come e perché dormire meglio (Giornata mondiale del Sonno)

Chi non vorrebbe dormire tranquillamente ogni sera e svegliarsi sempre pieno di energie?

Nella frenesia di giornate sempre più veloci, trovare tempo per il sonno è sempre più importante, eppure sempre più difficile. Si abbassa sempre di più l’età di insorgenza di forme di insonnia, lo stress e le preoccupazioni si accrescono e impediscono di conseguenza il riposo notturno, creando un circolo vizioso che ci rende sempre meno produttivi, efficienti e rilassati.

 

Cosa succede al corpo che non dorme?

Oltre ad un generale affaticamento, a difficoltà di concentrazione o memoria, se le notti in bianco diventano numerose si può incorrere in un’ampia varietà di disturbi: dall’obesità (il corpo affaticato richiede porzioni più abbondanti e caloriche, cercando di compensare la mancanza di energie) al rischio di infarto (secondo gli studi presentati alla conferenza SLEEP nel 2012, addirittura del +400%), dalla depressione all’infertilità (una ricerca taiwanese ha evidenziato come per le donne che soffrono di insonnia sia fino a quattro volte più difficile concepire).

Dormire bene, in una stanza alla giusta temperatura -intorno ai 18/20 gradi- su materassi e cuscini che aiutino a mantenere la giusta postura, sembra essere quindi una delle valide assicurazioni contro piccoli e grandi malesseri.

 

I principali disturbi del sonno

Il più noto e diffuso disturbo del sonno è l’insonnia: l’addormentamento è lento, faticoso, i risvegli frequenti e prematuri. Il suo opposto, l’ipersonnia, è più frequente di quanto si pensi e coinvolge più spesso adolescenti, malati di disturbi dell’umore o professionisti che non possono mantenere un ritmo di veglia naturale (ad esempio lavoratori notturni o su turni).

Le parasonnie sono un vasto universo di disagi che possono coinvolgere individui di varie età. I bambini soffrono più spesso di incubi, sonnambulismo e pavor nocturnus (un risveglio incompleto, accompagnato da panico, tachicardia, assenza di responsività agli stimoli ambientali).

Gli adulti sono più soggetti alla sindrome delle gambe senza riposo (una sensazione di formicolio agli arti che impedisce il riposo), al russamento e alla malattia da apnee notturne (causata più frequentemente da malformazioni dell’apparato respiratorio o sovrappeso, provoca una riduzione dell’apporto di ossigeno al corpo).

Il più grave dei disturbi del sonno è causato dalla rarissima (meno di 200 casi al mondo) Insonnia Familiare Fatale (IFF), una malattia genetica causa da prioni che conduce alla totale impossibilità di dormire e alla morte per deperimento organico.

Per diagnosticare e risolvere tali disturbi è sempre opportuno rivolgersi al medico, e diffidare di soluzioni fai-da-te consigliate da inesperti.

 

Dormire meglio: qualche consiglio

La prima indicazione da dare a chi cerca di dormire meglio è scoprire il proprio ritmo naturale. Non tutti necessitiamo infatti dello stesso numero di ore di sonno quotidiane, ma il fabbisogno medio di un adulto è di 7/8 ore.

Si può inoltre cercare di avviare il processo di rilassamento e di rallentamento delle funzioni corporee prima di coricarsi, con piccole indicazioni.

1) Evitare bevande energizzanti (tè, caffè, bibite gassate e zuccherate) dopo le 5 del pomeriggio.

2) non usare il pc o il telefono prima di dormire, perché il cervello tende a interpretare la luce prodotta dagli schermi come un segnale che la giornata non è ancora conclusa.

3) non cercare di recuperare le ore di sonno perse nel weekend; piuttosto creare una routine quanto più possibile stabile, andando a dormire e alzandosi sempre alla stessa ora.

 

4) smettere di fumare e perdere il peso in eccesso, entrambi fattori di rischio per apnee e russamento.

5) creare un rituale rilassante nelle ultime ore della giornata: un libro, un bagno caldo, una tisana possono aiutare ad allentare lo stress e a prendere sonno più rapidamente. Questo consiglio, la pedagogia ce lo insegna, è quello più efficace anche per abituare i più piccoli a dormire nel proprio lettino.

Record di sonno nel mondo animale

Quasi tutti gli animali, a prescindere dalla propria specie, dormono. Il più semplice animale che è stato osservato a dormire è un verme nematode, il Caenorhabditis elegans.

Il sonno dei pesci non è una materia completamente nota, ma sono note specie come la Tilapia, il Pesce zebra e la Tinca che necessitano di ore di sonno notturno in modo simile ai mammiferi.

 

 

 

Alcune specie di uccelli sono in grado di innescare il cosiddetto sonno unisferico: un solo emisfero del cervello entra nello stato di riposo, mentre l’altro si mantiene vigile.

Alcuni mammiferi acquatici, come le balene, non possono entrare nella fase REM, quando il cervello inizia a sognare: lo stato di sonno profondo che ne consegue causerebbe un totale rilassamento muscolare incompatibile con il galleggiamento.

Moltissimi animali, come scimpanzè, maiali e elefanti, soffrono delle conseguenze del russamento (anzi, a soffrirne sono le loro compagne).

Il podio del pisolino va invece a opossum, pipistrelli e koala, rispettivamente con punteggi pari a 18, 20 e 22 ore di sonno in cattività.

Insomma, non apostrofiamo più come pigro il nostro gatto: d’altronde riposa solo 12 ore al giorno.

http://www.annacantagallo.com/news/insonnia-malattie-cardiovascolari/

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