Che cos’è il binge watching? Chiedetelo ai malati di serie tv

Tipica giornata da drogato di serie tv

Sei a casa e non sai cosa fare. I libri dell’università di guardano minacciosi dalla scrivania, dentro di te cresce il senso di colpa, sai benissimo che la sessione di esami si avvicina pericolosamente, eppure non hai nessuna voglia di studiare.

Fuori c’è una bella giornata, vorresti uscire a fare una passeggiata, ma i tuoi amici sono tutti impegnati con la loro vita sociale. Ed è lì che si accende una lampadina nel tuo cervello: mi guardo un altro episodio, solo uno, lo giuro!

In un nano secondo diventi un vulcano di energie, computer, copertina e cibo spazzatura: il kit completo da vero maratoneta è pronto!

Ammettetelo dai, anche voi avete vissuto almeno un pomeriggio simile. Si parte con l’ultimo episodio appena uscito della tua serie preferita, poi sbirci su Netflix e scopri quella nuova serie pazzesca di cui tutti parlano e che devi assolutamente vedere e a quel punto fermarsi è davvero impossibile.

Malati di serie tv

Il dizionario inglese lo definisce “Binge watch”, si tratta di un neologismo che deriva dall’unione di binge, traducibile come abbuffata, e watching, che significa visione. Quindi sta ad indicare l’atto di guardare programmi televisivi per un periodo di tempo superiore al consueto, l’usufruire della visione di diversi episodi consecutivamente, senza sosta.

serie tv binge watching
Fonte: GettyImages

E se siete abbonati Netflix c’è una nuova mania che potrebbe colpirvi. I vertici della piattaforma di streaming online, analizzando scrupolosamente le abitudini di visione dei propri abbonati, hanno scoperto dell’esistenza del “binge racing” (letteralmente traducibile come «gara d’abbuffata»). Si tratta di una sorta di sfida, verso se stessi e gli altri utenti, a guardare un’intera serie tv originale in sole 24 ore. La pratica è per Brian Wright – vice presidente dei contenuti originali Netflix – motivo di grande orgoglio.

Le serie tv negli ultimi anni sono entrate a far parte della nostra quotidianità, più brevi di un film ma con una qualità sempre più alta, ci concedono quei quaranta minuti di pausa dalla vita di tutti i giorni. Ma vi siete mai chiesti qual è il segreto del loro successo? Perché le serie tv riescono a registrare ascolti a sei cifre in un periodo di forte crisi per la televisione?

La televisione si trasforma

Facciamo un passo indietro: fino a vent’anni fa, la televisione rappresentava il punto d’incontro della famiglia, il fulcro del focolare domestico davanti alla quale potersi concedere un paio d’ore di relax dopo un’estenuante giornata fuori casa.

Poi poco alla volta la televisione ha modificato il suo aspetto, si è assottigliata, è diventata smart, si è trasformata in un oggetto di design all’ultimo grido. Piano piano attorno alla tv si sono fatti strada nuovi accattivanti devices, smartphone e tablet super funzionali si sono guadagnati un posto di riguardo nelle nostre vite.

Quando la televisione credeva di poter tirare finalmente un sospiro di sollievo, ecco arrivare i grandi colossi dello streaming legale con i loro contenuti originali, accattivanti, disponibili su qualsiasi devices, in ogni luogo e in ogni momento.

E la tv come ha reagito a tutto questo?

Quale strategia ha messo in atto per non affondare? Tra un tentativo e l’altro, anche la televisione ha dovuto escogitare un modo per restare al passo coi tempi e si è fatta digitale, interattiva, social. Ma soprattutto ha dovuto creare un format che riuscisse a tenere incollati allo schermo i più giovani. I telefilm rappresentano proprio questo. Sono un prodotto di qualità ma facilmente accessibile, hanno tempi di produzione più contenuti rispetto ad un prodotto cinematografico e posso essere riprodotti anche sui nuovi schermi.

Ti tengono incollato allo schermo, creando fitte trame ricche di intrecci fra i personaggi, generano suspense e grande attesa.

Appassionarsi ad una serie tv significa riuscire ad immergersi in quell’universo, affezionarsi ai personaggi e alle loro vicende, esplorare luoghi e realtà distanti dalla nostra.

Vi state ancora interrogando sul perché del loro successo?

 

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