The Web Coffee intervista Matteo Soragna.

Uomo di sport e personaggio mai banale. Giocherellone fuori dal campo, ma professionista ammirevole in tutto ciò a cui si presta.  Capace di vincere, con la Nazionale guidata da Charlie Recalcati, una medaglia d’argento alle Olimpiadi per eccellenza, quelle di Atene 2004. Campione d’Italia con la sua Treviso, Ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana e ora commentatore tecnico per Sky Sport. Le parole si sprecano per descrivere tutto quello che rappresenta Matteo Soragna, vera icona e colonna portante di tutto il movimento cestistico nostrano.

Abbiamo avuto il piacere e l’onore di scambiare qualche parola con lui. Abbiamo parlato del nostro campionato, degli italiani che giocano in Nba e per finire di Nazionale. Ma con uno sguardo sempre puntato al futuro.

 

Buonasera Matteo, innanzitutto grazie per la possibilità che ci concedi. 

Le final eight di coppa italia da poco concluse, hanno evidenziato un equilibrio assoluto del nostro campionato. Secondo molti è un segno di una livellatura verso il basso, per altri invece dimostra che la nostra serie A sta crescendo.. Qual è il tuo pensiero in merito?

“Di sicuro dimostra che ora nel campionato italiano ci sono grandi possibilità per tutti, in ogni caso dobbiamo essere sufficientemente onesti nel dire che stiamo attraversando un periodo non facile e proprio per questo dobbiamo strutturarci meglio e ragionare nel lungo periodo.”


AUTORE : Agenzia Ciamillo-Castoria/C.De Massis

 

Rimanendo in tema di f8. Chi c’è stato, ha parlato di passo indietro rispetto all’edizione di Rimini per quanto riguarda l’evento generale. Tu come la pensi? 

“La location di Rimini è spettacolare, LNP ha fatto un ottimo lavoro in quei tre anni e tutti gli addetti ai lavori e i tifosi erano decisamente soddisfatti. Fare meglio era complesso.”

Da quest’anno Eurosport Player trasmette tutte le partite di serie A e le competizioni europee in diretta, ritieni che questa sia la strada giusta verso il rilancio di tutto il movimento?

“Il rilancio di tutto il movimento passa da come Lega, Fip e società lavoreranno nei prossimi anni per dare al nostro movimento i mezzi per creare giocatori e avere società sane. Detto questo più partite ci sono in tv meglio è per tutti i tifosi, che siano su Eurosport, sulla Rai o ancora meglio da noi su Sky.”

Passiamo alla Nazionale. Da giocatore hai dimostrato profondo attaccamento alla maglia azzurra, diventandone anche il capitano. Come commenteresti la decisione della Fiba di inserire le finestre per la Nazionale nel bel mezzo della stagione?

“Questa è stata una decisione che ha scontentato praticamente tutti, una piccola guerra che ha fatto solo danni. Far giocare le Nazionali senza i migliori giocatori non ha senso e falserà alcuni risultati, inoltre ha messo tanti atleti in difficoltà perché devono scegliere una cosa piuttosto che un’altra.”

L’ultimo podio dell’Italbasket in una competizione che conta, lo sanno anche i muri, risale al vostro argento alle Olimpiadi di Atene 2004. Secondo te, cos’è mancato a questa generazione di giocatori, rispetto alla vostra?

“Noi ci siamo trovati nel posto giusto al momento giusto e siamo stati bravi ad approfittarne. Mi spiace che i ragazzi non siano riusciti ad arrivare dove avrebbero potuto, soprattutto perché le soddisfazioni che ti da la Nazionale sono qualcosa di speciale. Forse quello che è mancato è stata la disponibilità di fare qualche passettino indietro rispetto all’interesse della squadra e  all’obiettivo finale.”

Capitolo Nba. Secondo te, è probabile pensare ad un remake delle ultime due finali? 

“Cleveland ha rivoluzionato la squadra ed è un po’ più quadrata di quanto non fosse ad inizio stagione, ma rispetto agli ultimi tre anni non ha Kyrie Irving! Golden State è sempre quella da battere ma Houston sta vivendo una stagione pazzesca e sono curioso di vedere le finali di Conference che probabilmente li vedrà contro.”

Belinelli ormai è un veterano, ha vinto l’anello e la gara da tre punti. La sua esperienza al di là dell’oceano può essere giudicata più che positivamente. Cosa manca invece, a Gallinari per fare quel salto di qualità che gli consentirebbe la consacrazione definitiva?

“Beli prima di arrivare a San Antonio e vincere l’anello ha girato parecchio e poi è arrivata l’occasione giusta. Gallo è un giocatore meraviglioso ed è stato decisamente sfortunato in carriera per quanto riguarda gli infortuni, non è facile che una contender ti chiami se non puoi garantire una stagione intera senza problemi fisici. Ma noi ci speriamo sempre!”

Su sky dimostri grande capacità di analisi delle partite, non lo scopro certo io. Ti vedremo mai su una panchina come allenatore, oppure la figura del commentatore tecnico ti si addice di più? 

“Grazie per i complimenti assolutamente immotivati! Questa estate ho preso il patentino da allenatore ma ad oggi mi piace molto quello che faccio a Sky con un gruppo di lavoro di livello assoluto con cui mi trovo meravigliosamente. Mai dire mai, magari un giorno mi sveglio e voglio iniziare la carriera da allenatore, sempre che qualcuno si fidi ad affidarmi una panchina.”

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