La dura legge del gol: gode la Juve a Wembley

La prematura scomparsa di Davide Astori ha, inevitabilmente, sconvolto tutto il mondo del calcio. Massimiliano Allegri, che con il capitano della Fiorentina ha condiviso le gioie di Cagliari, è visibilmente commosso durante il minuto di silenzio che il Uefa ha imposto su tutti i campi delle due competizioni europee. Ma la vita, seppur crudele, ti regala la possibilità di andare avanti. Di superare un dolore così atroce. È forse il modo migliore per onorare una persona cara che non c’è più: continuare a vivere la vita mantenendo alto il suo ricordo per sempre. Allegri questo lo sa benissimo, c’è una qualificazione ai quarti di finale da conquistare e magari da dedicare proprio a quel collega e amico, così fatalmente sfortunato.

NEL PRIMO TEMPO SOLO IL TOTTENHAM

Un primo tempo emozionante che inizia con il commovente tributo di Wembley allo sfortunato capitano viola. Poi bisogna mettere da parte la tristezza,si gioca e i padroni di casa partono subito forte a discapito del piccolo vantaggio acquisito a Torino. Il coreano Son è una vera spina nel fianco nella difesa bianconera. Ma la Juve può recriminare per un rigore evidente su Douglas Costa non concesso all’arbitro. Poco più tardi arriva la beffa, quel gol che i londinesi hanno sfiorato in diverse occasioni con Kane, ma che arriva al 39’ e in circostanze davvero fortunate. I bianconeri appaiono meno squadra del solito, gli Spurs sono frizzanti e arrivano su tutte le ribattute. Tutto sembra andare storto, tutto sembra riportare a quel rigore non concesso.

LA VINCE MAX ALLEGRI

Il secondo tempo è una continuazione di quanto visto nei primi 45’: Juve sconnessa e poco reattiva. A questo si aggiunge qualche cartellino giallo di troppo per falli di frustrazione. Poi la svolta. Allegri non riconosce più la sua Juventus e decide di cambiare. Fuori Benatia, ammonito e incerottato, e Matuidi, in affanno su gli avversari, e dentro due veri terzini per formare una difesa a quattro: Lichtsteiner e Asamoah. La partita cambia in tre minuti: Lo svizzero appena entrato, fa ripartita l’azione e il Pipita devia in rete con l’esterno un cross di testa di Khedira(64’). E subito dopo, al 67’, lancia Dybala che tutto solo realizza il gol qualificazione. Il Tottenham accusa il colpo, in pochi minuti si ritrova a dover inseguire. Pochettino cerca di cambiare qualcosa e inserisce Lamela, ma il risultato non cambia. Nell’ultimo quarto d’ora si vedono solo gli inglesi, ma Chiellini sale in cattedra e giganteggia in area di rigore. Il Tottenham ha due grandi occasioni nel finale: nella prima, il tiro di Son esce di poco. Mentre la seconda occasione è viziata da un fuorigioco di Kane, ma la il pallone colpito dal capocannoniere inglese si stampa sul palo e danza sulla linea. I secondi finali sono di pura sofferenza, ma al 93’può esplodere la gioia bianconera! La Juve è tra le prime otto d’Europa, seppur con qualche sofferenza nei 180’.

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