COCO CHANEL: “La moda passa, lo stile resta”

Coco Chanel

COCO CHANEL: Chi era la donna simbolo della rivoluzione della moda

Gabrielle Bonheur Chanel in arte COCO CHANEL nasce nel 1883 a Saumur, in Francia. Vissuta nel periodo della belle epoquè, si distingue per la sua semplicità ma allo stesso tempo raffinatezza.

La sua infanzia non è delle migliori: perde la madre e viene messa in orfanotrofio dal padre che era un venditore ambulante. Si trattava però di un orfanotrofio gestito da suore, che insegnarono alla piccola Gabrielle, l’arte del cucito.

La svolta nella vita di CHANEL si ha con l’incontro con Etienne de Balsan. Egli fu il primo finanziatore e permise alla donna di iniziare a lavorare. Comincia la sua carriera nel 1909 creando cappellini in paglia con ornamenti di fiori che fecero scalpore. Si opponevano infatti ai sontuosi cappelli con le piume di struzzo.

Ma fu grazie all’amore della sua vita ed il suo vero finanziatore, Boy Capel,  che Coco riuscì ad aprire la sua prima boutique. Nel 1912, CHANEL iniziò a vendere oltre ai suoi cappellini anche capi  come maglioni, gonne e qualche vestito.

COCO CHANEL: Le creazioni di una donna fuori dagli schemi

  • Sosteneva che il nero fosse insieme al bianco  “assoluti di estrema eleganza”. La prima ad indossare un abito della stilista fu Suzanne Orlandi (abito in velluto nero con colletto bianco).
  • Introdusse il tailleur realizzando in jersey e puntando sulla comodità. L’abbinamento perfetto era con una camicia bianca.
  • Accorciò le gonne, non oltrepassando mai il ginocchio: una delle parti,secondo lei, meno graziose del corpo femminile.
  • Riadattò la moda maschile per il corpo delle donne creando pantaloni adatti ad esse.

Il suo stile era unico. Si ispirava alle persone comuni.  Imponeva un nuovo modello femminile: la donna lavoratrice che poteva scegliere la semplicità e la comodità. Voleva emancipare la donna rendendola indipendente.

” Fino a quel momento avevamo vestito donne inutili, oziose, donne a cui le cameriere dovevano infilare le maniche; invece, avevo ormai una clientela di donne attive; una donna attiva ha bisogno di sentirsi a suo agio nel proprio vestito. Bisogna potersi  rimboccare le maniche”.

 

COCO CHANEL:  Gli accessori simbolo dei suo stile

Non potevano mancare nell’abbigliamento femminile accessori come:

  • SCARPE: Nel 1957, realizzò una creazione destinata a diventare famosa: la  scarpa bicolore con cinturino alla caviglia. Colore beige con punta nera a contrasto, la nuova scarpa esaltava la silhouette, slanciandola.
  • BORSE: Creò le prime borse a tracolla e a mano puntando sulla praticità, più funzionali delle pochette d’obbligo nelle occasioni formali.
  • ROSSETTO: Indossava sempre il colore rosso fuoco. “Se sei triste, metti un po’ più di rossetto e vai all’attacco. Gli uomini odiano le donne che piangono».
  • GIOIELLI: spicca la camelia per le decorazioni delle borse e di gioielleria e il leone impresso sui bottoni dei completi.
  • PROFUMO:  Si tratta della fragranza ormai famosa CHANEL n°5. Per la stilista infatti “È l’accessorio di moda basilare, indimenticabile, non visto, quello che preannuncia il tuo arrivo e prolunga la tua partenza“. (Chanel N.5 storia di un mito).

 

COCO CHANEL: Curiosità

  • Diventata maggiorenne cominciò a lavorare in un caffè-concerto dove si esibiva come cantante e ballerina. Gabrielle era solita esibirsi con la canzone Qui qu’a vu Coco? che le valse il celebre soprannome di Coco.
  • Boy Capel, il vero amore della stilista morì in un incidente motociclistico. Si dice che quella sia stata l’unica volta in cui CHANEL abbia pianto. E si racconta che Chanel N°5 nacque proprio in quei giorni. La donna volle infatti catturare il senso di mancanza e dolore in un un profumo eterno, che conservasse il ricordo dell’amore perduto.
  • Il 5 era il suo numero porta fortuna: era la data che sceglieva per le sue presentazioni, in genere il 5 febbraio e il 5 agosto: inoltre, il Leone, il segno di Coco, è il quinto dello Zodiaco.
  • Era una figura popolare nel mondo letterario e artistico di Parigi. Ha disegnato i costumi per i Ballets Russes e per il gioco Orphée di Jean Cocteau, e tra i suoi amici vi era Picasso. Per un periodo ha avuto una relazione con il compositore Stravinsky.

« Non era una sarta, ma una creatrice di moda: ”Per prima cosa io non disegno” ripeteva: ”non ho mai disegnato un vestito. Adopero la mia matita solo per tingermi gli occhi e scrivere lettere. Scolpisco il modello, più che disegnarlo. Prendo la stoffa e taglio. Poi la appiccico con gli spilli su un manichino e, se va, qualcuno la cuce. Se non va la scucio e poi la ritaglio. Se non va ancora la butto via e ricomincio da capo… In tutta sincerità non so nemmeno cucire. » (Sofia Gnoli, Un secolo di moda italiana, 1900-2000, 2005, p.35)

http://www.sodinibijoux.it/chanel-anatomia-di-un-mito-tra-storia-leggenda-e-amore/

Un commento su “COCO CHANEL: “La moda passa, lo stile resta”

I Commenti sono chiusi.