Biotestamento: chi dobbiamo ringraziare

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Un anno fa

27 febbraio 2017, un anno fa Fabiano Antoniani, noto come Dj Fabo, riusciva ad esercitare, in Svizzera, il suo diritto alla morte. Questo fu l’atto finale di un processo lungo e complesso, causato da un incidente che, nel marzo 2014, lo paralizzò e rese cieco. Le cure non sortirono gli effetti sperati e così, dopo vari tentativi e spostamenti tra Bombay e Goa, dove risiedeva, arrivò la decisione di intraprendere l’eutanasia.

Antoniani, determinato, iniziò una battaglia per poter esercitare il diritto di morire in Italia, ma nell’immediato fallì. Non servirono i suoi messaggi alle istituzioni, il lavoro di Cappato e dell’associazione Luca Coscioni, per permettergli, semplicemente, decidere della sua vita.

Il fallimento delle istituzioni italiane sul biotestamento fu clamoroso, ma la lotta di Fabiano Antoniani non può dirsi persa, poiché riuscì a riportare al centro della scena pubblica un dibattito che era andato sfumando nel corso degli anni.

Conseguenze

Nell’immediato Cappato venne accusato di aiuto al suicidio e portato a processo per l’aiuto fornito ad Antoniani, ancora non è stato pienamente assolto. Però, successivamente, in seguito all’ennesima persona che, per esercitare il diritto all’autodeterminazione della propria vita fu costretto ad andare all’estero, le istituzioni si mossero.

Nell’aprile venne approvato alla Camera la legge sul biotestamento. I segnali di una possibile svolta iniziavano ad intravedersi e arrivò, a dicembre, anche l’approvazione del senato.

Se questa legge può considerare una vittoria, non si può festeggiare il fatto che le istituzioni italiane abbiano impiegato ben tredici anni per rendere possibile l’esercizio di un diritto che non andrebbe neanche discusso.

Gli altri

Un anno fa moriva Fabiano, e la sua vicenda è stata fondamentale per l’istituzionalizzazione del biotestamento. Non si possono dimenticare però tutte le persone con vicende simili che, lottando per i loro diritti, hanno aiutato l’Italia tutta a fare un ulteriore passo verso la libertà e la civiltà .

Il percorso è stato lungo e travagliato, è impossibile scordarsi Welby o Eluana Englaro. Così come è difficile vederla come una piena vittoria, è stata una loro vittoria, ma questa legge ha semplicemente colmato un gap che andava colmato già anni fa.

Oggi ricordiamo dj Fabo, ma dobbiamo soprattutto dirgli grazie. Grazie a lui e a chi, come lui, nonostante la malattia, ha lottato per fare dell’Italia un posto migliore. Nonostante rimanga forte il rammarico che loro non hanno potuto usufruire delle loro stesse conquiste.