Seria A: il derby di Milano termina 3-2 per i nerazzurri

LA TRIPLETTA DI ICARDI DECIDE IL DERBY

9 Marzo 1908. 44 uomini, ex soci del Milan Football Club in contrasto con la decisione della dirigenza rossonera di non far giocare giocatori stranieri, si danno appuntamento al ristorante “L’orologio”, luogo di ritrovo degli intellettuali milanesi dell’epoca: nasce l’F.C. Internazionale di Milano. Da quella notte sono passati 109 anni, sono stati giocati 174 derby in serie A, ma il fascino della stracittadina milanese non è mai cambiato.

Dopo due pareggi con lo stesso risultato, il derby di Milano ha finalmente un suo vincitore. Il Milan regala un tempo, poi reagisce e recupera, ma Icardi scrive il suo nome tre volte e porta a casa il pallone  e i 3 punti che valgono il + 10 sui cugini.

PRIMO TEMPO NERAZZURRO

Gli uomini di Spalletti partono subito forte arrivando in diverse occasioni al tiro in porta. Candreva, reduce dal gol vittoria in Nazionale, è in gran forma. È sua, infatti, la prima azione da gol della partita, con il tiro che però  si stampa sulla traversa.

Il tecnico toscano sceglie Vecino come trequartista e gli affida il compito di impedire a Biglia di dettare i tempi di gioco. L’accorgimento tattico sembra vincente, il Milan non riesce a giocare come vorrebbe e la prima occasione da gol degna di nota, la crea all 44’ con Borini innescato da Kessie.

Alla mezz’ora arriva il gol dell’Inter: scambio rapido e delizioso tra D’Ambrosio e Candreva che galoppa sulla fascia, lasciata incustodita da Rodriguez troppo impegnato in fase offensiva, crossa bene per Icardi che in mezzo a Bonucci e Musacchio, impatta con il pallone che si insacca all’angolo più lontano.

MILAN MEGLIO NELLA RIPRESA.

Montella sente la panchina tremare sempre più forte e nell’intervallo scuote i suoi. Avverte che qualcosa non va e allora si affida al giovane Cutrone al posto di Kessie – meno incisivo del solito- e cambia modulo passando al 3-4-1-2 lasciando, in questo modo,  più inventiva a Suso. Gli effetti dei cambi si vedono subito: il Milan crea 5 occasioni da gol in undici minuti. E così al 56’ è proprio Suso a riagguantare il risultato con un gol di sinistro a giro che sorprende Handanovic.

A questo punto la partita diventa scoppiettante. Le due formazioni si scontrano a viso aperto. Ma l’Inter, trascinata dal suo capitano, è più cinica. Il numero 9 argentino, sotto gli occhi di Milito seduto in tribuna, recupera palla a centrocampo, riparte e apre per Perisic, il quale manda fuori giri il diretto avversario e serve in area Icardi che si inventa un gol da vero bomber.

Il Milan non ci sta, meriterebbe il pareggio per quanto visto nel secondo tempo. Ma la rete del 2-2 arriva in circostanze curiose e grazie ad un rimpallo che condanna Handanovic.

Partita finita? Per niente! Siamo all’89’ e sugli sviluppi di un cross in area rossonera, Rodriguez atterra D’Ambrosio. Per Tagliavento è rigore e senza ricorrere al Var. Sul dischetto si presenta Icardi che spiazza Donnarumma.

L’argentino mostra la maglia numero 9 ad un Meazza strapieno in ogni ordine di posto, si porta a casa il pallone e fa volare l’Inter al secondo posto in classifica.

Mentre Spalletti si lascia andare ad un urlo liberatorio in attesa dello scontro diretto contro il Napoli di Sarri che sta incantando l’Europa.