Site icon The Web Coffee

Tutto tranne che ordinario: tributo alla  ribelle canadese Avril Lavigne – Canada’s Week

TRIBUTE TO… AVRIL LAVIGNE

Quando si parla di Avril Lavigne non si può fare a meno di pensare alla propria adolescenza. La  cantante canadese infatti, è stato l’idolo degli adolescenti per via della sua personalità ribelle e i testi che si gettavano nella quotidianità dei giovani. Le sue canzoni contengono messaggi di fiducia ed autostima e  “parlano dell’essere se stessi, non importa altro, e continuare a sognare, anche se gli altri dicono che i tuoi sogni sono troppo strani e irraggiungibili” come afferma la cantante stessa.

Avril Lavigne: i primi album

Debuttando nel 2002 con il suo album Let go che vende circa 20 milioni di copie, si consacra come una delle artisti punk più popolari. Uno dei singoli più di successo è senza dubbio Complicated, che si stabilisce al primo posto nelle classifiche internazionali ed ottiene l’83° posto nella rassegna Hot 100 singoli del decennio. Con l’uscita del suo primo album, Avril entra nel Guinness dei primati per essere la più giovane ad essere arrivata prima nella classifica musicale britannica.

Successivamente la cantante canadese si fa strada con l’uscita del suo secondo album: Under my skin. Allontanandosi dal punk, Avril  da una sonorità molto più rock e meno commerciale. Per i suoi temi dark che richiamano le esperienze vissute e le atmosfere malinconiche, viene considerato il primo passo della maturità artistica della ragazzina agguerrita innamorata della musica sin da piccola.  Un esempio, Happy ending.

“Ricordo che da piccola me ne stavo in piedi sul letto fingendo di essere su un palcoscenico, cantando a squarciagola e immaginandomi migliaia di persone impazzite per la mia musica”.

Un’atmosfera più divertente e punk ritorna con il suo terzo album: the best damn thing. Trainato dal singolo Girlfiend, diventa l’album più venduto nel 2007 e Avril continuò a cavalcare l’onda della popolarità fino al suo quinto lavoro: Goodbye Lullaby, un insieme di canzoni più sentimentali in cui la cantante ci ha messo tutta sè stessa, definendo l’album una “partenza” dai precedenti successi.

avril lavigne tributo

 

Avril Lavigne: Complicated

A soli 17 anni Avril esordisce nel panorama musicale con Complicated. La canzone, appartenente all’album Let go, diventa da subito un successo planetario tanto che è stato il brano che ha convinto la casa discografica ad investire sulla ragazza canadese. Recensita da diversi esponenti, il singolo è considerato “un gioiello luminoso di musica pop/rock con un ritornello da strage” (All Music Guide) e che con esso l’artista “crea un nuovo esempio di rock femminile” (Entertainment Weekly).

Il brano parla della falsità della gente e di come spesso quel che si vede è solo una maschera. Tuttavia è stato grazie al videoclip che Avril è diventata simbolo degli adolescenti. Il video girato all’interno di un centro commerciale lancia la moda ribelle della cantante, con pantaloni larghi maschili, lo skate sottobraccio, t-shirt e cravatte, tutt’altro rispetto allo stereotipo della donna in gonna e calzamaglia che incarna la perfezione. Avril rompe le regole, va contro l’ordinario dichiarandosi uno spirito libero.

Avril Lavigne: gli impegni sociali

Tra le altre tappe della cantante canadese non possiamo non menzionare la sua cover di “Imagine” di John Lennon, registrata a favore di Amnesty International nel 2005 e nello stesso anno apre il concerto tributo ai Metallica. Cinque anni più tardi realizza il brano Alice per il film Disney “Alice in Wonderland” e si esibisce a Vancouver durante la chiusura dei giochi olimpici. Il 2010 è un anno produttivo per Avril, infatti  nel settembre di quell’anno annuncia la nascita della sua fondazione per bambini e ragazzi con disabilità gravi

“Aver dato vita alla fondazione mi fa sentire bene. Sono certa che se Dio ti ha dato tanto devi pensare a chi è stato meno fortunato di te”

Avril ha messo piede anche nel mondo del cinema  come nella puntata Sabrina vita da strega, e nella moda. Nel 2008 ha infatti lanciato la Abbey Dawn, abbigliamento per adolescenti che sponsorizzava indossando lei stessa. Infine ha creato ben tre fragranze di profumi e un edizione limitata di smalti.

avril lavigne tributo

 

“Qualche volta penso che la mia chitarra sia un pò il mio terapista”

Tra il 2014 e il 2015 Avril sparisce. Soltanto in seguito ad aver elaborato la sua malattia, comunica ai fan di aver sofferto del morbo di Lyme. “È stata una battaglia dura ma anche illuminante e credo che quello che ho vissuto avrà una forte influenza sulla mia musica, sulla mia arte, sulla mia vita e sulla mia personalità” ha dichiarato l’artista che ha poi annunciato con un post su istagram la sua voglia di ricominciare.

“Si chiudono vecchi capitoli e se ne aprono di nuovi… mi sento bene ora che scrivo nuove canzoni. Sono più forte e voglio combattere #songwriting #newlyricalert #newmusic

 

Nel corso degli anni ovviamente il look della star canadese è cambiato. In particolar modo dopo la sua malattia, Avril ha smesso i panni della ragazzina selvaggia, con gli occhi truccati  pesantemente di nero, jeans strappati e scarpette da ginnastica, per prendere quelli di una donna più matura e consapevole dai boccoli biondi. Questo però non nega la possibilità che sotto l’aspetto della brava ragazza si celi ancora un po’ di quel cuore determinato che l’ha resa simbolo dei teeenger che cantavano a squarciagola “Why do you have to go and make things so complicated?”

“Voglio essere me stessa e con questa mia convinzione fare la mia strada, scrivere di quello che provo e non preoccuparmi del giudizio altrui, devo indossare quello che mi pare, recitare quello che è più adatto a me e cantare quello che mi appartiene ed è più vicino alla mia sensibilità”.

avril lavigne tributo
Exit mobile version