Tutte in arancio per l’International Day of the Girl Child, la Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze.

Oggi ho fatto la mia parte ed ho messo una sciarpa arancione, perché Facebook mi ha ricordato che il giorno 11 ottobre è la Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze.

L’ho fatto e mentre mi facevo un selfie per mostrare al mondo la mia adesione mi sono chiesta cosa sapessi di questa giornata, ed ecco l’urgenza di saperne di più.

Troppo spesso aderiamo a lodevoli iniziative in modo solo superficiale, ma qui si parla di donne non ancora donne, come quella che ho in casa. Quelle che vedete fuori dalle scuole. Quelle a cui ci piace insegnare che potranno fare tutto quello che amano fare, esattamente come i loro fratelli.

Allora ho aperto google e mi sono messa alla ricerca del perché avessi questa sciarpa arancio al collo.

Ho deciso di risparmiarvi lo sbattimento e informare anche voi. Perché sapere ci rende sempre più ricchi e agire in modo consapevole rende la nostra adesione più potente e sensata.

Sono ormai 6 anni che l’ONU ha deciso di istituire questa giornata al fine di concentrare l’attenzione sui diritti delle più piccole e sulla necessità di promuoverne l’emancipazione. Noi e le nostre figlie siamo nate nella parte del mondo fortunata. Ma ignorare ciò che succede altrove serve solo a sprecare il nostro privilegio di essere donne emancipate.

Nel 2016, sostiene Terre des Hommes nel suo dossier della Campagna “Indifesa”, sono state oltre 21 milioni le gravidanze tra le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni. Spesso spose bambine vendute a uomini molto più anziani.

Tra le violazioni dei diritti delle bambine ci sono anche quelle legate ai conflitti e al traffico di esseri umani: sono circa 100’000 le bambine soldato mentre, tra i 2,4 milioni di persone vittime di tratta, le bambine rappresentano il 20%.

Sulla pagina dell’Onu dedicata all’11 ottobre  immagini che parlano e dati che stringono il cuore di ogni donna, esistono donne che sono nostre sorelle e non hanno nemmeno la capacità di chiedere aiuto.

Ignorano cosa sia il diritto allo studio, ignorano la possibilità di amare ciò che fanno e sono costrette a vivere il loro corpo come un oggetto, da lasciar usare. Vedono quotidianamente calpestati i loro diritti, senza nemmeno immaginare di poterli vivere.

Possiamo fare poco e una sciarpa arancio non migliorerà la loro condizione, ma il senso di sorellanza rende le loro catene anche le nostre. Se mettendo qualcosa di arancio spingeremo il mondo a informarsi, a non chiudere gli occhi, qualcosa avremo fatto.

Come una carezza che asciuga una lacrima, non risolve il problema ma annienta l’isolamento. E tutti sappiamo che l’isolamento è una gabbia in più per chi vuole ingabbiare le donne prima ancora che diventino tali.