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CHAMPIONS LEAGUE, DAY 1: ROMA ATLETICO MADRID 0-0

Il film della partita parte immediatamente con un colpo di scena: al terzo minuto Saul viene pescato a centro area, ma la conclusione si spegne sul fondo, ad un soffio dal palo. La nitida occasione da gol arma la squadra del Cholo del coraggio necessario per mettere in difficoltà la difesa capitolina, ma Manolas si erge a muro invallicabile per le freccie dei colchoneros. La Roma recupera così coraggio, e prova ad imbastire le proprie azioni offensive sfruttando le proprie ali: Perotti, molto più di Defrel, è una spina del fianco per la difesa madrilena, e il pressing alto contribuisce a schiacciare l’Atletico a ridosso della propria area. Nel momento di maggior sfogo agonistico dei giallorossi, è Griezmann a sfiorare il gol sul perfetto assist di Felipe Luis, ma la palla torna a spegnersi sul fondo.
La Roma pare non aver accusato il colpo e riprende con il proprio pressing offensivo. La prima, vera, occasione, arriva al 32′, con Nainggolan che, liberato su schema da corner, calcia una sassata diretta all’angolino basso, ma Oblak si supera con una parata in due tempi che strozza l’urlo in gola all’Olimpico. Passa meno di un giro d’orologio e Manolas, che era in area madrilena per il corner, è costretto a salvare sulla linea la conclusione a colpo sicuro di Koke. Sulla ribattuta si fionda Griezmann, ma è Alisson a negare la gioia del gol al francese con una parata di puro istinto.
Nel finale di tempo la Roma continua a cercare le proprie ali nella speranza di armare la testa di Dzeko per la zuccata decisiva, ma il fortino colchoneros resiste sino al duplice fischio dell’arbitro che manda le squadre negli spogliatoi.
Nella ripresa i cambi contribuiscono a instaurare all’Olimpico il terrore per il regime cholista: le occasioni, per i colchoneros, prendono a fioccare da tutte le parti del campo. Ma tutte le palle gol che verranno costruite dai madrileni avranno un unico, determinante, comune denominatore: le parate strepitose di Alisson che, come antipasto, al 56′ nega a Vietto un gol che sarebbe stato ampiamente meritato. L’Atletico, con lingresso di Carrasco, arma i propri cannoni per l’assalto finale, ma Alisson, al 63′, si supera con un miracolo decisivo su Correa che, dopo aver saltato secco Juan Jesus, libera un bolide che sarebbe potuto essere letale.
Di Francesco, visti gli sbandamenti difensivi, corre ai ripari, optando per un cambio modulo con l’inserimento di Fazio per Defrel. Nonostante la mossa, la Roma continua a rischiare ed è nuovamente Alisson, al 69′, a negare a Carrasco il vantaggio. Sul pallonetto dello spagnolo si impongono i 191 cm del portiere brasiliano, e la palla vola alta sopra la traversa.
La giostra dei cambi permette alla Roma di recuperare parzialmente fiato, ma a sette minuti dal gong è nuovamente Correa a sfiorare il vantaggio con un destro dal limite. Alisson, ancora una volta, strozza in gola l’esultanza dei madrileni, ormai rassegnati ad uscire dall’Olimpico di Roma con due punti persi anziché uno guadagnato.
Ma quando il film si stava avviando ai titoli di coda è il destino a benedire la porta romanista: Saul, su corner, colpisce forte di testa il pallone. Il portiere brasiliano della Roma compie l’ennesima prodezza di giornata, ma sulla respinta è lo spagnolo ad arrivare prima di tutti. Sembrava la giusta conclusione per un secondo tempo di totale dominio, ma il pallone si stampa clamorosamente sul palo.
Alla Roma ci sono voluti coraggio, prodezze e provvidenze per mettere in cascina il primo punto di questo difficilissimo girone infernale. Nella notte dell’Olimpico a brillare è una stella brasiliana dall’insolito ruolo di portiere: è dai tempi di Dida e Julio Cesar che la nazionale brasiliana attende un degno guardiano, ma stasera Alisson ha dimostrato di poter cogliere, in Italia, nella patria dei migliori portieri del mondo, questa pesante eredità. Ma se, da un lato, ci sono le buone notizie per l’esponenziale crescita di questo giocatore, dall’altro la Roma ha tanto da rivedere, a cominciare dalla resistenza e dalla tenuta atletica durante il corso della partita. L’elemento determinante nello scorrere del match, infatti, è stato proprio il carburante nelle gambe dei vari giocatori. Sotto questo profilo, sono stati ottimi Nainggolan, Perotti e Juan Jesus, mentre Defrel appare ancora ampiamente in ritardo di condizione.
Per Di Francesco c’è tanto da lavorare e da sistemare, ma le basi per una grande stagione paiono, finalmente, esser state poste. Il Cholo, invece, abbandonerà la capitale con l’amarezza di non esser riuscito a centrare un risultato tanto giusto quanto meritato. Per le vendette e i ricorsi l’appuntamento è a Madrid, il 22 novembre 2017 alle ore 20:45.

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