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BARRIERA CORALLINA: la lenta morte del “capolavoro del mare”

BARRIERA CORALLINA: la lenta morte del “capolavoro del mare”

LA BARRIERA CORALLINA AUSTRALIANA

La Barriera corallina è uno degli ecosistemi più importanti del mondo. Con oltre 340 mila chilometri si estende nel territorio australiano ed è patrimonio dell’umanità dal 1981. E’ stata scoperta da capitano James Cook  nel 1770. Prima di allora era nota solo agli aborigeni, mentre oggi è popolata da turisti che praticano diverse attività marine come lo snorkeling  (l’attività di nuotare a pelo d’acqua con maschera e boccaglio).

Questo tratto di oceano, chiamato Reef, ospita una vasta popolazione marina. La fauna tipica della zona comprende specie di animali che difficilmente si trovano in altre porzioni di oceano.: particolari cavallucci marini, pesci (come il pesce chirurgo o leone), squali (come lo squalo nutrice o martello), tartarughe marine, molluschi vari e i coralli.

Oltre ad essere un habitat per molti animali, funge anche da protezione contro onde e tempeste per le popolazioni che vivono nei pressi della spiaggia.

 

La peculiarità della BARRIERA CORALLINA sono i CORALLI.

Non si tratta di piante acquatiche o di un singolo organismo. Un corallo infatti è formato dall’unione di piccoli polipi che crescono l’uno accanto all’altro costruendo, grazie ad uno scheletro di carbonato di calcio, una funzione di sostegno. E con le secrezioni di calcare si stratificano creando cosi la barriera corallina. (Focus)

Il  loro nome significa “fiori animali” e uno dei coralli più noti è il corallo rosso.

Ma nel corso degli anni a causa di diversi fattori, la barriera corallina sta morendo. Tutta questa bellezza naturale, sta perdendo i suoi colori e la sua vitalità; i coralli muoiono davanti alla prepotenza dell’uomo di comandare sulla natura.

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barriera corallina australia

I DANNI ALLA BARRIERA CORALLINA

Uno studio condotto dai ricercatori Katie Cramer e Jeremy Jackson ha portato alla luce il motivo per il quale le barriera corallina sta andando via via scomparendo.  Ed è emerso che le più grandi minacce sono:

  •  La pesca invasiva: ha portato alla drastica diminuzione dei pesci che si nutrono di alghe. Le alghe crescendo sulla barriera vanno a competere per il territorio ricoprendo la barriera corallina e impedendone l’ulteriore crescita.
  • La deforestazione: dettata dalla necessità, sempre crescente, di costruire nuove strutture ricettive per ospitare i turisti.
  • Il carbonio atmosferico:  pian piano, arriva a farsi strada negli oceani
  • Agenti inquinanti: è stato trovato un eccesso di limo, nutrienti di terreni e sostante inquinanti che non permettono la crescita dei coralli.
  • Il surriscaldamento globale: provoca lo sbiancamento dei coralli.

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I DANNI DELLA BARRIERA CORALLINA

A proposito di quest’ultimo punto, si sono espressi gli scienziati della James Cook University. Si evince che:

  • Lo sbiancamento dei coralli si verifica quando si intensificano condizioni ambientali anomale, come l’aumento della temperatura. Questo porta i coralli ad espellere piccole alghe fotosintetiche, chiamatr ‘zooxantelle’. La conseguenza è  lo sbiancamento dei coralli. Il colore può essere recuperato se la temperatura si abbassa e le zooxantelle sono in grado di ricolonizzarli, altrimenti il ​​corallo può morire.

 

  • Uno degli autori della ricerca, James Kerry, spiega che «Questa è la quarta volta la Grande Barriera Corallina è sbiancata massicciamente:  nel 1998, 2002, 2016, e ora nel 2017. I coralli sbiancati non sono necessariamente coralli morti, ma nella regione centrale è grave, prevediamo un alto livello di perdita di corallo”.

 

  • Anche  Terry Hughes, direttore del ARC Centre of excellence for coral reef studies, che ha realizzato la indagini aeree sia nel 2016 che nel 2017, si esprime dicendo che  l’impatto di questi sbiancamenti  si è esteso lungo 1.500 km di barriera, lasciando indenne solo il terzo meridionale: «Lo sbiancamento è causato da temperature record  portate dal riscaldamento globale. Quest’anno,  nel 2017, stiamo assistendo a uno sbiancamento di massa, anche senza la presenza di condizioni di El Niño».
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    barriera corallina australia

“Ho scattato foto di questa area del Reef per diversi anni e quello a cui assistiamo oggi è senza precedenti. In queste foto quasi il 100 per cento dei coralli è soggetto a sbiancamento, e nessuno sa quanti tra questi torneranno alla condizione precedente. Le alghe stanno già iniziando ad invadere molti dei coralli” ha detto Brett Monroe Garner, biologo marino e fotografo naturalista.

 

 

 

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