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Moda e Design: quel sottile filo rosso che lega le due discipline

Tutti si chiedono se esista davvero un rapporto tra moda e design, ma nessuno lo sa spiegare.

Noi ci proviamo.

“(…) L’artista (…) è sia elegante che trascurato; indossa, per scelta, la blusa da contadino e impone il frac indossato dall’uomo alla moda; non subisce le leggi: le detta.”

Honorè de Balzac

 

Font- donna moderna

Sempre più quando si parla del binomio Moda e Design, ci si riferisce alla radice italiana di questo fenomeno. Infatti, spesso si riconducono al concetto del “Made in Italy”.

Però, in realtà, per gli operatori di entrambi i settori, risulta sempre difficile riuscire ad immaginare entrambi i settori come sottocategorie di una macro-categoria del sistema produttivo: la cultura.

Ma, sono, in effetti, proprio moda e design i settori che si somigliano di più dal punto di vista culturale. questo anche grazie al fatto che, recentemente, c’è stato un avvicinamento di questi due settori che cercano di lavorare all’unisono per trovare un punto di incontro sia imprenditoriale che produttivo, basandosi sulla promozione e sulla comunicazione.

Infatti, incredibilmente e diversamente da quanto si potrebbe pensare, negli ultimi anni, la forza del design, non sta più nell’immagine, ma nella forza promotrice e nello sviluppo della stessa. La moda è già famosa per essere un cumulo di esperienze, processi, sistemi e prodotti.

Ma quale è il vero rapporto con il made in Italy?

Font- Stylosophy

“La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti.La moda è nel cielo,nella strada, la moda ha a che fare con le idee, il nostro modo di vivere, che cosa sta accadendo”.
Coco Chanel

La moda italiana riesce a produrre abiti, tessuti, accessori, che riescono a comunicare ciò che vogliono essere, sia al mercato che a livello relazionale. Questo permette la creazione e lo sviluppo di nuovi professionisti del settore. Sono numerosi, infatti i distretti industriali che sono nati e si sono sviluppati. Basti pensare alle diverse attività commerciali di pelletteria, tessuti, componenti e bottoni, o macchinari e macchine utensili utili alla produzione di tutto ciò che poi sarà “moda”.

Font- Marie Claire Mexico

Quali sono le prospettive riguardanti il settore del design invece?

Il mondo del design. Cultura e progetti.

Il mondo del design, come già detto, è più che altro un settore progettuale, nato dall’inzio degli anni ’50 nelle scuole di architettura, più che altro quelle milanesi, in un clima molto vivace, alimentato dalle nuove tendenze che si andavano sviluppando in quegli anni.

Si possono osservare i primi accenni di design già in alcune triennali, in alcune fiere, eventi che però si tenevano sempre ben lontani da quelli delle giornate modaiole del milanese. Con l’avvento della produzione di massa, e quindi di serialità, si cambieranno i tratti sia dell’arredamento, per quanto riguarda il design, sia dell’haute couture, per quanto riguarda la moda, iniziando a creare quello che diverrà poi un connubio vincente.

“La moda contamina il design. Ed il design ha sempre preso spunto dalla moda”. Questo è evidente già a partire ad texture, colori e materiali. 

In una intervista del 2012 alla CEO di Doimo Salotti, si è parlato, appunto, del rapporto tra moda e design. Olieve Doimo ha più che altro basato il suo discorso sull’effetto reciproco provocato da moda e design.

L’industria della moda muove miliardi, quella del design?Certamente il mondo della moda ha la capacità di muovere capitali enormi: è una parte rilevante del fatturato manifatturiero italiano. Il mondo del design, meno, anche perché è frammentato tra una miriade di aziende presenti su tutto il territorio. Nonostante ciò, il design risulta essere comunque una voce di bilancio importantissima del PIL italiano.”

Le connessioni artistiche. 

Una connessione fortissima, quando si pensa a Moda&Design viene in mente pensando alla Pop Art, infatti è forse la corrente artistica più collegata all’ambito della comunicazione e della moda; probabilmente anche perchè Andy Warhol era stato un disegnatore e pubblicitario per “Vogue”, “Glamour”, oltre ad aver creato una serie di opere negli anni ’80, le Diamond Dust Shoes. 

https://www.youtube.com/watch?v=Va6Sq8BWtVs

 

 

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