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Shopping compulsivo: cosa c’è dietro al bisogno irrefrenabile di comprare

Parliamo di shopping compulsivo; si sa tra le varie attività gratificanti, che fanno sentire meglio,magari dopo una brutta giornata, c’è sicuramente lo shopping: fare acquisti per noi, o fare un regalo speciale, ci fa sentire davvero realizzati.

Ma cosa succede quando non si è frenati, il portafoglio si svuota, e si ritorna a casa con più buste del previsto? In questi casi si parla di shopping compulsivo

Lo shopping compulsivo viene detto anche “sindrome da acquisto compulsivo”, “shopping-dipendenza” e “shopaholism”.
Il disturbo era noto già nel diciannovesimo secolo,quando lo psichiatra Kraepelin ne identificò per la prima volta i sintomi associati e lo definì con il termine “oniomania” (dal greco “onios” e “mania”, ossia “mania di comprare ciò che è in vendita”).

Le persone che soffrono di shopping compulsivo presentano generalmente, gli stessi sintomi di una dipendenza da sostanze. Infatti vengono attivati gli stessi neurotrasmettitori (dopamina, serotonina) che sono responsabili di sensazioni positive come benessere e appagamento.

Abbiamo dunque tre fasi importanti:

  1. tolleranza : si è portati a incrementare gli acquisti spendendo più soldi di quanti se ne dovrebbero.
  2. craving : si è incapaci di controllare l’impulso. Si può fare shopping più volte in settimana.
  3. astinenza: se si è impossibilitati a comprare si cade in uno stato di frustrazione.

Il bisogno di fare shopping inizia a prevalere su tutti gli altri aspetti della vita, incrinando i rapporti sociali.

Identikit dello shopper compulsivo

woman-169286__340 Shopping compulsivo: cosa c'è dietro al bisogno irrefrenabile di comprare
Fonte: Pixabay

Dietro ad uno shopper compulsivo ( da recenti sondaggi, il 90% dei soggetti è rappresentato da donne che appartengono a una fascia sociale media)  si nasconde una persona che vuole colmare un vuoto che ha dentro: mancanza di affetto, di comprensione, di stima per se stessa.

Si procede dunque, lungo l’unica via che la fa sentire bene: fare shopping.

L’importante è comprare, non importa se sarà qualcosa di frivolo e che non sarà mai utilizzato.

Spesso gli shopper compulsivi sono in grado di capire che hanno un disturbo. Provano dunque sentimenti di vergogna, colpa ed angoscia verso le loro azioni.

Dietro lo shopping compulsivo possiamo parlare di:

  • La compulsione: è un comportamento ripetitivo (ad es. lavarsi continuamente le mani) o un atto mentale (ad es. ripetere continuamente delle parole o delle combinazioni di numeri) che il soggetto non può fare a meno di compiere come contenimento dell’ansia. Si ha il bisogno urgente di comprare, come in preda a un’ossessione come se questo comportamento potesse alleviare l’animo del soggetto.
  • La depressione: La felicità, il senso di potere e di sollievo che lo shopper sente dopo gli acquisti, va a colmare un vuoto che sta vivendo in quel particolare periodo della propria vita o che soffre da anni.

Lo shopping compulsivo diventa così il rito quotidiano attraverso cui recuperare – illusoriamente – il senso del proprio essere e della propria unicità, che è andata perduta nello stile di vita odierno, in cui tutto è calcolabile e sostituibile.

Ma una volta riconosciuto il disturbo è possibile curarlo. Tramite un percorso di psicoterapia ( in cui comprendere il perché di questa ossessione) o una terapia comportamentale (per imparare a controllare gli impulsi) è possibile tenere sotto controllo lo shopping. Il primo passo è riconoscere di avere un problema. Il successivo, chiedere un supporto emotivo. In questo modo, magari, lo shopping tornerà ad essere soltanto un attività di benessere dopo una brutta giornata.

 

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