Al cor gentil rempaira sempre il social network -Amore 3.0

Alex Rossi

Social network: l’amore ai tempi di Dante e di internet

Sui social network impazza, sempre più spesso, una frase tanto ironica quanto provocatoria: “sono arrivati i nuovi Dante”. Questa rappresenta tutti quei poeti che si cimentano in interminabili post d’amore. Ovviamente sgrammaticati.

L’asserzione, invero, nasconde molto di più di quanto all’apparenza possa sembrare.  Infatti, paragonare i grandi scrittori della nostra storia con i giovani analfabeti funzionali  è denigrante per la letteratura.

Noi italiani siamo figli proprio di quella lingua che è stata pensata e costruita dai grandi maestri del medioevo, e guardare al modo in cui tale eredità viene bistrattata sui social network dai millennials stessi è, quantomeno, riprovevole.
In quest’articolo  si mostreranno le somiglianze tra la poesia stilnovistica e il romanticismo postmoderno del post su facebook.
Partiamo ad analizzare la prima delle due categorie chiamate in causa, ovvero quella dei poeti stilnovistici.

Dante e Petrarca sono i magni esponenti di questo gruppo di intellettuali che ha trattato l’amore come il più sacro dei vincoli. Beatrice, per Dante, rappresenta quella che, per gli uomini, è la via d’accesso al Paradiso, alla visione stessa di Dio.

Beatrice, come ci viene raccontato nel “Vita nova”, conosce Dante quando quest’ultimo era ancora un bambino. Il   primo incontro maturo  tra Beatrice e Dante risale ai diciotto anni del poeta fiorentino. L’amore per l’erede dei Portinari, maritata poi de’ Bardi, resiste a tutto, perfino al matrimonio con Gemma Donati, avvenuto due anni dopo.

La morte di Beatrice getta il poeta nella disperazione.  Questo stato catatonico avvicina  il Sommo alla filosofia e lo porta, in seguito, alla stesura del “Vita Nova”.  Quest’opera è un prosimetro contenente trentuno liriche e venticinque sonetti. Da quest’opera nascerà l’idea della Divina Commedia, dove Beatrice diventa l’incarnazione dell’ideale di donna che  conosciamo.

L’ideale d’amore di Dante, Petrarca e degli internauti al tempo dei social network

Dante, quindi, esalta Beatrice, rendendola l’incarnazione di quanto di buono e giusto vi è nel mondo, rendendo sé stesso un eletto proprio per merito del sentimento provato.
Discorso simile vale per Petrarca: fondatore dell’umanesimo ed erede spirituale, culturale e linguistico di Dante. Al centro della sua poetica viene posto l’uomo in quanto tale, e la donna-angelo, Laura, incarnazione della poesia stessa.  Il nome Laura deriva  da lauro, la pianta del Dio Apollo e dei poeti.

L’autore, della propria amata, non ha mai offerto una visione concreta, ma ella diventa comunque il perno di tutta la lirica del poeta fiorentino. Nel Canzoniere, in particolare, Laura si trasforma e acquisisce nuovi significati in base alle necessità del componimento. In quest’opera la descrizione della donna viene tinteggiata spesso da aggettivi richiamanti il mondo celeste e angelico. Laura  è dunque paragonabile alla Beatrice dantesca.

Questo appare evidente in “Chiare, fresche et dolci acque”, in cui l’apparizione dell’amata è raffrontabile totalmente con quella di Beatrice nel paradiso terrestre.

Dante e Petrarca, come tutti gli appartenenti al mondo dello stilnovismo, esaltano la propria amata, rendendola più vicina possibile al prototipo di perfezione concepito in epoca medievale.
Gli internauti, invece, hanno un concetto d’amore decisamente differente da quello proposto in questi modelli. L’ideale a cui aspirare è “battere gli altri” nella gara alla “coppia migliore e più felice del mondo”.

Nelle home page, di questi internauti solitamente, si susseguono immagini suggestive di posti esotici nei quali è sempre ritratta una coppia, o una figura singola.In accompagnamento vi è una sgrammaticata didascalia alla foto stessa in cui viene enunciato il proprio grado di gioia.

L’internauta medio posta foto della sua relazione perfetta,smielate frasi d’amore, citazioni improbabili.

A volte, perfino, si susseguono meravigliose e indimenticabili serenate, che alla lunga si tramutano in noiosi e piatti tormentoni estivi.
Ripetitività.

Cosa hanno in comune i vecchi e gloriosi poeti con i frequentatori di social network?

La grande pecca degli aspiranti Dante è proprio questa: l’amore è stato trattato in tutte le sfaccettature della poesia sin dai tempi degli antichi drammi greci e questa tradizione si è protratta sino ai giorni nostri.

Purtroppo, di amori unici e struggenti storie d’amore, se ne sono vissute a bizzeffe: perfino la propria storia, vista come una singolarità, è purtroppo posizionata in una moltitudine di vicissitudini simili.

Ciò è denotabile quando il punto di vista rimane esterno alla coppia in questione. Certamente esiste l’amore unico e irripetibile, ma la definizione dello stesso premette che non tutte le storie e le relazioni possano aspirare, o raggiungere, questa massima.
Quindi, in sintesi, cosa hanno in comune i vecchi e gloriosi poeti con i social networkers?
In realtà, tutto.
Secondo Gaston Paris, l’“amor cortese” è la concezione filosofica, letteraria e sentimentale del concetto di amore basato sull’idea che solo un cuore nobile e puro possa provare il più alto dei sentimenti.

L’esaltazione di sé stessi tramite lo sfruttamento dell’amore: se c’è qualcosa che hanno in comune Dante, Petrarca e i giovani internauti di oggi è proprio questo. Essere innamorati non basta più, e il sentimento stesso si è tramutato in una condizione sociale, uno status quo.  I membri di una coppia si elevano al di sopra della massa di persone invidiose, cattive.

social network
Dante Alighieri

“Sono arrivati i nuovi Dante” si ricollega proprio a questo concetto: la moderna società tende all’esaltazione del singolo, e, di conseguenza, della coppia di cui il singolo fa parte.

Nell’indistinta massa dell’analfabetismo funzionale, in realtà, si celano veramente gli eredi degli esponenti dello stil novo. Ci vuole solo l’occasione per emergere.
Per cui il mio consiglio è di lavorare sullo stile: “amor che al cor gentil ratto s’appende” suona decisamente meglio di “La mia vita #happiness”.
Pensateci.
E producete.

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