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La rinotillexomania degli adulti

Parliamo di rinotillexomania. Quante volte ci sarà capitato da bambini di metterci le dita nel nasino, qualche volta forse anche da grandi, magari quando crediamo di non esser visti, perchè sentiamo un fastidio al naso e non vogliamo tirare fuori il fazzoletto per soffiarcelo.

O per scacciare la noia quando siamo in coda o stiamo aspettando qualcuno….

Ma cosa succede quando il “mettersi le dita nel naso” negli adulti da comportamento occasionale diventa un’abitudine.quasi a sfiorare la sfera patologica?

Un questo atteggiamento bizzarro che,se non tenuto sotto controllo, può avere risvolti patologici.

Cos’è esattamente la “rinotillexomania”?

La parola “rinotillexomania” (dal greco rino (naso) e tillexo (grattarsi)) fa riferimento ad un bisogno continuo da parte del soggetto di mettersi le dita nel naso e grattarsi le narici.

Un gesto che la maggior parte delle persone compie questo gesto almeno un paio di al giorno, mentre chi soffre di rinotillexomania lo fa addirittura più di 20 volte al giorno.

Da cosa può essere causata?

La rinotillexomania ha una natura principalmente psicologica: fra le cause, infatti, gli esperti segnalano un bisogno da parte del soggetto di “farsi vedere o notare” da chi lo circonda.

Spesso il soggetto esegue questi “interventi di igiene nasale” di fronte alle altre persone, provocando naturalmente una reazione negativa da parte loro.

Un vero e proprio disturbo ossessivo compulsivo,che a volte porta il soggetto a provocarsi delle ferite ed escoriazioni all’interno delle narici.

Un’altra abitudine alquanto bizzarra e strettamente correlata al fenomeno della rinotillexomania è quella che vede molte persone mangiare le cosiddette “caccole” ,ossia il muco nasale, più o meno disidratato, che fuoriesce dalle narici.

Alcuni studi scientifici hanno scoperto un effetto “benefico” legato all’ingestione delle “caccole” del naso.

Una volta arrivate nell’intestino, attivano l’azione protettiva degli anticorpi, rafforzando il sistema immunitario e quindi l’organismo.

Come può essere curata? Ecco 5 consigli

  1. Come ogni disturbo di natura psicologica, un primo passo è agire a livello comportamentale, cercando di frenare la tentazione di mettersi le dita all’interno del naso e di prevenire le situazioni che la scatenano. Se ad esempio, il comportamento è dovuto allo stress causato dalla fila al supermercato, cerchiamo di evitare la fila (magari recandoci un altro giorno) oppure mantenendo in qualche modo le mani occupate, ad esempio tenendo in mano un carrello.
  2. Un altro modo è ostacolare l’accesso delle mani al naso, magari con l’ausilio di guanti, oppure se siamo a casa impegnandole in attività, come dipingere o scrivere.
  3. Queste azioni di “resistenza” , per diventare abitudine, devono essere ricompensate: per questo può essere utile concedersi delle ricompense quando si riesce a resistere alla tentazione.
  4. Un altro aspetto fondamentale nella cura di questa patologia è quello dell’igiene del naso.Per questo è importante fare uno screen delle eventuali allergie di cui si soffre e nel caso, intervenire con l’ausilio di antistaminici
  5. Tenere corti i peli del nasoQuesto gesto d’igiene quotidiana fa sì che pollini e polveri non si accumulino nelle narici, scatenando la tentazione di mettere le dita nel naso per rimuoverli

 

 

 

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