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LA RINOTILLEXOMANIA NEGLI ADULTI

 Quando le dita nel naso diventano una patologia

RInotillexomania…

Quante volte ci sarà capitato da bambini di metterci le dita nel nasino…

Qualche volta forse anche da grandi,magari quando crediamo di non esser visti…

Perchè sentiamo un fastidio al naso e non vogliamo tirare fuori il fazzoletto per soffiarcelo.

O per scacciare la noia quando siamo in coda o stiamo aspettando qualcuno….

Ma cosa succede quando il “mettersi le dita nel naso” negli adulti da comportamento occasionale diventa un’abitudine.

quasi a sfiorare la sfera patologica?

Noi si STUDENT’S GENERATION abbiamo indagato su questo atteggiamento bizzarro che,se non tenuto sotto controllo, può avere risvolti patologici.

Stiamo parlando della rinotillexomania.

La parola rinotillexomania(dal greco rino (naso) e tillexo (grattarsi)) fa riferimento ad un bisogno continuo da parte del soggetto di mettersi le dita nel naso e grattarsi le narici.

La maggior parte delle persone compie questo gesto almeno un paio di al giorno, mentre chi soffre di rinotillexomania lo fa addirittura più di 20 volte al giorno.

E qui subentra la natura psicologica di tale disturbo.

Fra le cause della rinotillexomania,infatti gli esperti segnalano un bisogno da parte del soggetto di “farsi vedere o notare” da chi lo circonda.

Spesso il soggetto esegue questi “interventi di igiene nasale” di fronte alle altre persone, provocando naturalmente una reazione negativa da parte loro.

Un vero e proprio disturbo ossessivo compulsivo,che a volte porta il soggetto a provocarsi delle ferite ed escoriazioni all’interno delle narici.

Un’altra abitudine alquanto bizzarra e strettamente correlata al fenomeno della rinotillexomania è quella che vede molte persone mangiare le cosiddette “caccole” ,ossia il muco nasale, più o meno disidratato, che fuoriesce dalle narici.

Alcuni studi scientifici hanno scoperto un effetto “benefico” legato all’ingestione delle “caccole” del naso.

Una volta arrivate nell’intestino, attivano l’azione protettiva degli anticorpi, rafforzando il sistema immunitario e quindi l’organismo.

Ma prima di farlo.. consultate uno scienziato bravo!!!

http://www.focus.it/scienza/salute/che-cosa-ce-nelle-caccole?gimg=5934

 

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martysmith89

Se dovessi descrivere la mia vita, la definerei come un paesaggio pedemontano, dove rilievi irti e rocciosi si intrecciano con ampie vallate sconfinate.La mia prima grande passione,quella per la scienza, c'è stata fin da piccola ma ha cominciato ad assumere la forma della Biologia in seconda liceo, e dell'Immunogenetica adesso. L'altra, quella per la scrittura, quasi in parallelo, grazie ad eventi casuali: per me è stato come un fulmine, che mi ha colpita e ha lasciato un segno indelebile. Io e la scrittura siamo unite da un filo invisibile ma solido.

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