Studenti! Settembre è arrivato e, tra chi ha appena cominciato una nuova avventura sui libri e chi ormai è abituato alla sua stessa disperazione, il vero problema rimane lo stesso: che metodo d’apprendimento usare?
Sì perché, sia che abbiamo cominciato ora l’università, sia che ormai non siamo più matricole, non è proprio detto che il metodo d’apprendimento che usiamo sia corretto, o forse chissà, tra di noi c’è ancora chi non ne ha ancora trovato uno.
Ma niente paura, studenti! Arriva l’esperta in metodi d’apprendimento che, con i suoi consigli, ci indirizza tutti sulla retta via per studiare e soprattutto ricordare quello che abbiamo studiato!

books-1281581__340 Metodi d'apprendimento? Arriva l'esperta
Fonte: Pixabay

Funzionerà? Ci resta solo scoprirlo!

L’esperta in questione è Barbara Oakley, docente di ingegneria alla Oakland University e autrice di Learning how to learn (impara ad imparare), un corso online e gratuito sulle tecniche di apprendimento al quale hanno già partecipato più 2,3 milioni di studenti in 200 paesi diversi.
In un’intervista, la professoressa Oakley ha spiegato che la maggior parte di noi, non sfrutta al meglio il cervello e «non sa come sfruttarne al massimo le potenzialità per imparare in maniera efficiente».

Imparare coi pomodori.

Ok no, il primo consiglio che dà, non è quello di fare qualche strano sugo e buttarlo sui libri o chissà che altra strana idea. Tutto parte dal fatto che tendiamo sempre a rimandare. Facciamoci caso: quel capitolo che proprio non ci piace, viene sempre rimandato al giorno dopo. E al giorno dopo ancora. Così arriviamo all’esame con il pensiero di: “Tanto questo non lo chiede!”
E invece…
Ecco perché, la nostra cara esperta ci consiglia di dividere la nostra giornata di studio in brevi intervalli da 25 minuti, il tempo necessario per mantenere al massimo la concentrazione e dedicarsi completamente ai libri. Passati questi, consentiamoci una rapida pausa di cinque minuti prima di ricominciare.
Il nome curioso viene dal proprio ideatore, Francesco Cirillo, che per misurare il tempo utilizzava un comunissimo timer da cucina a forma di pomodoro.
Durante la pausa, il cervello ha il tempo di elaborare e sedimentare ciò che ha appena imparato nei precedenti 25 minuti. In effetti pensateci: su duecento pagine studiate in due ore continue, quanto effettivamente ricordiamo?

Dolce dormire.

Il secondo consiglio che Oakley ci dà è quello di far riposare il nostro cervello e chiudere gli occhi per almeno otto ore, come raccomandano anche gli esperti del sonno.
Questo infatti gioca un ruolo fondamentale nell’apprendimento: durante il sonno, il nostro cervello si rilassa e le cellule al suo interno rilasciano fluidi il cui compito è quello di eliminare le tossine accumulate durante l’arco della giornata. Quindi affrontare un esame o un’interrogazione senza aver dormito sufficientemente equivale a dover affrontare una prova con il cervello “avvelenato”.
Quando si dorme, inoltre, nella nostra mente si crea proprio quell’archivio dove verranno inserite tutte le informazioni acquisite durante l’apprendimento: tagliare il sonno significa non favorire questa fase del processo di apprendimento.
E per quanto riguarda la “pennichella”? La parola degli esperti ci tranquillizza: un sonnellino pomeridiano non fa mai male, specialmente se non abbiamo raggiunto le otto ore di sonno notturno.

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A tutta musica!

A molti studenti piace sentire della buona musica di sottofondo durante lo studio. Favorisce la concentrazione e ascoltarla non è un grande problema a patto che sia solo strumentale e a volume che stia a livello “d’atmosfera”. L’esperta però consiglia di non abituarsi troppo a concentrarci solo con la musica perché al momento dell’interrogazione o esame che sia, non potremo utilizzarla, causando una situazione di stress al nostro cervello, oramai abituato alla solita melodia di sottofondo.

No allo studio dell’ultimo minuto!

Secondo la dottoressa Oakley, la tendenza a preparare esami e interrogazioni studiando tutto solo all’ultimo minuto è un comportamento da evitare assolutamente, poiché sottoponiamo il nostro cervello a lunghissime sessioni ad alta intensità, quando invece l’essere umano riesce a concentrarsi intensamente per non più di 4 ore giornaliere.
Al contrario, spalmare la sessione di studio su più settimane e quindi dedicandogli il tempo necessario, aiuterà il nostro cervello a smaltire ed elaborare le giuste informazioni.
Inoltre è consigliabile affrontare prima gli argomenti che richiedono più attenzione e dedicarsi a quelli più leggeri nel resto della giornata.

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Fonte: Pixabay

Rilassarsi per combattere l’ansia.

Per moltissimi studenti il momento dell’esame è uno dei peggiori momenti in cui può prenderci un forte attacco d’ansia o addirittura di panico, e percorrere la distanza che unisce l’entrata e quell’aula dove si terrà l’esame è paragonabile alla strada verso il patibolo. La Oakley consiglia di imparare le tecniche di respirazione e di rilassamento più comuni e semplici, poiché il nostro cervello si sta preparando a dare il massimo.

 

E per finire, in bocca al lupo a tutti voi (e noi!) per questo nuovo anno scolastico o accademico!

FONTE

Focus.it

 

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