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Pillole di psicologia: 5 cose da insegnare ai bambini

 

Cosa possono insegnare i genitori ai loro bambini? Secondo gli psicologi ci sono cinque cose davvero importanti per la loro crescita.

Lo sviluppo di un bambino è dato principalmente da due cose: l’insegnamento dei genitori e la rete sociale in cui si ritrova a vivere. Grazie alla rete sociale, quindi compagni di scuola, nonni e altri parenti, insegnanti e baby sitter, il piccolo potrà conoscere il mondo, attraverso la singolarità delle persone con cui entra in contatto. Imparerà a scrivere e leggere grazie alla scuola, a capire cosa significa avere un amico quando troverà il suo primo compagno con il quale scambierà le prime confidenze, e imparerà a rapportarsi in un mondo fatto anche di altri adulti che non siano i suoi genitori, con la presenza di nonni, zii e cugini.

I genitori invece, cosa possono insegnare ai loro bambini? Sicuramente il loro compito è quello di insegnar loro alcuni valori come il rispetto, l’educazione, l’onestà, ma ci sono altre cinque cose altrettanto importanti:

Cucinare: “Bisogna essere chiassosi per ottenere risultati”
(Gordon Ramsay)

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fonte: il giornale del cibo

La cucina è il regno di chi ama preparare piatti di ogni tipo; pasta fatta in casa, secondi di carne o pesce, e dolci, dai biscotti alle torte. Generalmente in una famiglia è la donna che se ne occupa, ma ovviamente non è difficile trovarvi anche un papà con il grembiule tra mestoli e padelle.

Cosa succede però quando un bambino vuole cucinare? La prima parola che viene in mente è: disastro!

Ai bambini piace giocare, sporcarsi le mani, quindi perché non insegnargli fin da piccoli come cucinare? Gli studi dimostrano che cucinare, può aiutare a sviluppare la comunicazione ed esprimere amore, questo perché si insegna a preparare un piatto per qualcuno. Quindi se il vostro bambino entra in cucina, non mandatelo via, ma prendetegli una sedia, e fategli vedere come si tagliano le verdure, come si prepara l’impasto di un dolce e magari quel pranzo o quella cena avranno un sapore totalmente diverso!

 Esprimere affetto: “Se v’è in entrambi un affetto, i nostri cuori non tarderanno a comprendersi.” (Jane Austen)

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fonte: mamme a spillo

Le relazioni con i genitori sono i primi e importanti legami che il bambino sperimenta nella sua vita. Sul rapporto con essi, stabilirà i successivi. Diventa quindi importante che i genitori gli insegnino non solo a ricevere, ma anche a donare affetto. Li aiuterà ad essere più empatici, a comprendere le emozioni che gli altri stanno sentendo, ed anche a reagire a determinati comportamenti.

In questo campo però non sono tanto importanti le parole, quanto i gesti: un abbraccio caloroso e stretto a volte ha un potere più curativo di ogni altra cosa.

Durante la crescita sarà normale che il vostro bambino esprima affetto in modo diverso: a cinque anni per esempio è probabile che non smetterà mai di dire un “ti voglio bene mamma!”, a quindici anni sarà un po’ scostante, per via di quella fase transitoria chiamata adolescenza, ma ritornerà ad abbracciarvi quando meno ve lo aspettate.

Giocare DA SOLI: I giochi dei bambini non sono giochi, e bisogna considerarli come le loro azioni più serie. (Michel De Montaigne) 

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fonte: siamo mamme

Giocare in gruppo è importate per socializzare e creare una rete di amicizie, ma farlo da soli è altrettanto fondamentale. Aiuta il bambino a sviluppare creatività e autocoscienza. Lo vedrete li, a parlare da solo, ad inventare storie e personaggi: non bloccatelo, la fantasia ha bisogno di essere lasciata libera! Oltre a ciò, il momento del gioco lo aiuterà a conoscersi meglio e ad acquistare un’ autonomia che non avrebbe se sono sempre gli altri a dettare le regole.

ESSERE SÈ STESSI: Siediti al sole. Abdica e sii re di te stesso.
(Fernando Pessoa)

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fonte: pinkitalia

In una marea di stereotipi, lui può distinguersi, essere unico, e non deve avere paura di esprimere il proprio carattere anche se è un po’ strano, anche se gli altri dicono che è diverso. Una volta che sarà in grado di non sentirsi a disagio con gli altri per quello che è, avrà costituito le basi per una buona autostima.  Il bambino diventerà quindi più sicuro di sé, più indipendente e pronto anche a conoscere quelle “cose dei grandi” come ad esempio il valore del denaro: perché non è possibile comprare tutti i giocattoli che vuole, perché è importante mettere da parte un gruzzoletto di soldi.

leggere: Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo.
(Gianni Rodari)

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dal telefilm “this is us”

Leggere un libro è fonte di conoscenza, aiuta i bambini a incrementare la loro intelligenza, ma anche la loro immaginazione. Inoltre è un momento di condivisione importante. La favola della buonanotte è infatti un mezzo per poter relazionarsi con il proprio genitore, che magari durante la giornata non è stato presente a causa degli impegni. Ci si ritaglia un momento soltanto genitore-figlio in cui tutto quello da fare è lasciare che lui si accoccoli a voi, mentre iniziate a raccontargli una storia. Questo potrebbe essere la base per l’amore verso la letteratura!

 

Silvia Rosiello

Studio psicologia e amo scrivere. Con la scrittura esprimo parti di me che altrimenti rimarrebbero nascoste. Attraverso la psicologia mi piace scoprire quello che si cela dietro l'animo delle persone e poter aiutare a combattere la loro oscurità. Perché ogni giorno è un "bel giorno per salvare delle vite".

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8 thoughts on “Pillole di psicologia: 5 cose da insegnare ai bambini

  1. Sono d’accordo su tutto.
    Ricordo quando i miei mi leggevano la favoletta prima di andare a dormire, a cucinare ho imparato grazie a mia madre. Pero` non ho mai giocato da sola perche` ho sempre avuto mia sorella maggiore accanto, giocavamo sempre insieme 🙂

     

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